COMUNICATTO RIGUARDANTE IL COLLOQUIO ECUMENICO INTERNAZIONALE ESSERE VESCOVO OGGI. LA DIGNITA E LE DIFFICOLTA DI UNA MISSIONE

Durau, 17-19 settembre 2002

Nei giorni 17-19 settembre 2002 si sono svolti, al Centro culturale-pastorale “San Daniele l’Eremita”-Durau (Provincia Neamt) i lavori del Colloquio ecumenico internazionale sul tema: “Essere vescovo oggi. La dignità e le difficoltà di una missione”.

L’incontro è stato organizzato dalla Metropolia della Moldavia e Bucovina in cooperazione con il Segretariato di Stato per i Culti-Bucarest, la Diocesi Romano-Cattolica di Iasi e la Diocesi Romano-Cattolica di Padua (Italia). I partecipanti (Vescovi ortodossi, romano-cattolici e greco-cattolici dalla Romania, Grecia, Italia e Repubblica Moldavia) hanno trattato insieme dei temi pastorali di maggior rilievo, concernenti il ruolo e le responsabilità della missione episcopale nella Chiesa e nel mondo di oggi.

La riflessione comune, svolta in un’atmosfera di preghiera e di fratellanza, ci ha aiutato a riscoprire la tradizione comune delle due Chiese, Cattolica e Ortodossa, ed i valori fondamentali della nostra fede in Cristo. Il colloquio si è concentrato in tre direzioni fondamentali della dignità episcopale: pastore della Chiesa locale e custode della fede universale, padre spirituale in un contesto secularizzato, maestro del Vangelo in un mondo pluralista.

Alla fine dei lavori del Colloquio sono state formulate le seguenti conclusioni:

1. La missione episcopale è un dono di Dio e nello stesso tempo una grande responsabilità assunta personalmente, comunitariamente e solidalmente. Il vescovo è l’icona di Cristo, l’eterno Sacerdote, nella comunità in cui è pastore, è servo e testimone della presenza attiva di Cristo, mediante lo Spirito Santo, nella Sua Chiesa.

2. Nella qualità di pastore spirituale e successore degli Apostoli, il vescovo conduce il popolo fedele verso la salvezza non al posto di Cristo ma in comunione con Cristo, essendo il primo maestro del Vangelo e il primo servo dell’Eucarestia, mentre la sua eparchia (diocesi) è l’epifania (la manifestazione) della Chiesa universale in un spazio geografico specifico.

3. Il vescovo esercita il suo servizio di padre e pastore della Chiesa locale insieme col clero e con tutte le unità e istituzioni ecclesiastiche della sua eparchia (diocesi): i diversi consigli eparchiali (diocesani) pastorali, parocchie, monasteri, comunità di vita consacrata, scuole, centri culturali, istituzioni caritative, organizzazioni cristiane laiche, ecc. Così, egli è il simbolo dell’unità e invita alla comunione nell’amore di Cristo tutti coloro che sono vicino o lontani, diffondendo la luce della fede e dell’amore divino nei luoghi dove c’è separazione, frammentazione, allontanamento da Dio.

4. Il vescovo è padre spirituale nella Chiesa e perciò tutta la sua opera pastorale deve fare dalla Chiesa locale una famiglia spirituale che vive dall’amore della Santissima Trinità: Padre, Figlio, Spirito Santo. Davanti a Cristo, l’eterno Sacerdote, il vescovo è responsabile di tutti coloro che sono affidati a lui per essere condotti sulla via della la salvezza e alla perfezione spirituale. Per questo motivo, egli deve pregare sempre per la salvezza di tutti. La pastorale ha come scopo il rafforzamento della comunione ecclesiale, l’impegno sempre più sostenuto per la riconciliazione e la vita spirituale, attraverso i carismi e i doni dispensati dallo Spirito Santo ai membri della Chiesa.

5. Il vescovo è maestro della Parola di Dio, egli insegna con autorità nel nome di Cristo e veglia alla conservazione della retta fede. Per essere un buon maestro per i suoi figli spirituali, il vescovo deve vivere sempre come discepolo di Cristo, mite ed umile. Egli ascolta la Parola di Dio ed è attento alla sofferenza del mondo, per poter lavorare per la comunione tra gli uomini, mediante la comunione con Cristo eucaristico e l’incontro con il volto di Cristo nel nostro prossimo.

6. Oggi, nel contesto del pluralismo culturale e religioso in cui svolge la sua attività, il vescovo, mediante tutta la sua opera, orienta verso Cristo, Crocifisso e Risorto, il Creatore e il Salvatore del mondo. In un mondo contrassegnato dalla secularizzazione e dall’individualismo, il servizio episcopale testimonia l’amore della Santissima Trinità, rivelata e comunicata da Cristo al mondo, sollecita alla riconciliazione e comunione, alla solidarietà e cooperazione.

7. In una società minaciata dall’uniformità, la Chiesa, attraverso i suoi vescovi, difende l’unicità e la dignità delle persone umane e popone una democrazia fondata non soltanto su delle regole ma anche sui valori. Essendo sensibile alle sofferenze e alle difficoltà che copliscono i meno fortunati, sia uomini che popoli, la Chiesa pensa in modo universale e solidale con gli umiliati di tutto il mondo.

8. La forza del cristianesimo consiste nella sintesi tra fede, cultura e vita. Perciò il vescovo segue la tradizione della Chiesa indivisa che ha espresso l’unicità del messaggio salvifico del Vangelo, in varie culture, così da poter trasmettere alle varie generazioni di uomini la gioia della fede, della speranza e della vita in Cristo.

9. Gli incontri e le consultazioni tra i vescovi delle varie Chiese creano le condizioni per lo sviluppo del dialogo sincero e per la ricerca di soluzioni adequate ai problemi con cui si confrontano tutti i cristiani nella società di oggi.

10. Il mutuo aiuto e gli scambi di esperienza pastorale tra le Chiese contribuiscono all’avvicinamento e alla solidarietà cristiana tra i diversi popoli del mondo.

Vista l’esperienza spirituale molto ricca e l’atmosfera fraterna del colloquio, i partecipanti hanno espresso il desiderio di organizzare anche in futuro questo tipo di colloqui episcopali su temi pastorali.

Versiunea in romana

Comentarii Facebook


Știri recente